Condominio (Innovazioni – Terrazza a tasca)

La rimozione parziale del tetto e la realizzazione di una terrazza a tasca presuppone il consenso dei condomini, espresso per iscritto, dovendosi applicare la disciplina inerente le innovazioni alla cosa comune, tale essendo l’alterazione della struttura del tetto mediante la realizzazione di una simile opera (terrazza “a tasca”), posta a servizio di un appartamento che si trova in proprietà esclusiva.
Ne consegue che, trattandosi di modificazioni incidenti sulle parti comuni, non può ritenersi sufficiente l’autorizzazione rilasciata in forma orale, essendo invece necessaria la forma scritta e, più precisamente, una apposita delibera dell’assemblea dei condomini dell’edificio.
Cass. civ. 11 settembre 2017 n. 21049

Imposte sui redditi ( Plusvalenza – Perizia giurata asseverata dopo la stipula)

In tema di imposte sui redditi, con riferimento alla rivalutazione per la determinazione delle plusvalenze dei terreni edificabili e di quelli con destinazione agricola, può essere assunto come valore iniziale, in luogo del costo o del valore di acquisto, quello determinato sulla base di una perizia giurata, anche se asseverata in data successiva alla stipulazione, attesa l’assenza di limitazioni poste dalla legge a tal proposito e l’irrilevanza di quanto invece previsto da atti non normativi, come le circolari amministrative
L’«art. 7 TUIR attribuisce al contribuente la possibilità di calcolare la plusvalenza tassabile ai fini dell’imposta sui redditi, assumendo come valore iniziale quello che il bene medesimo aveva alla data del 1° gennaio 2002 in deroga al sistema ordinario di determinazione della plusvalenza tassabile stabilito dall’art. 82 TUIR vecchia formulazione».
La suddetta deroga è consentita dalla legge alla duplice condizione che:
a) il valore del cespite alla data del 1 gennaio 2002 sia assoggettato ad imposta sostitutiva del 4%;»
b) la suddetta imposta «sia versata entro un determinato termine».
Cass. civ. 25 settembre 2017 n. 22249

Locazione di immobile ad uso non abitativo (mancata registrazione del contratto)

In tema di locazione immobiliare (nella specie per uso non abitativo), la mancata registrazione del contratto determina, ai sensi della legge n. 311 del 2004, articolo 1, comma 346 (secondo cui: i «contratti di locazione, o che comunque costituiscono diritti relativi di godimento, di unità immobiliari ovvero di loro porzioni, comunque stipulati, sono nulli se, ricorrendone i presupposti, non sono registrati»), una nullità per violazione di norme imperative ex articolo 1418 cod.civ. la quale, in ragione della sua atipicità, desumibile dal complessivo impianto normativo in materia ed in particolare dalla espressa previsione di forme di sanatoria nella legislazione succedutasi nel tempo e dall’istituto del ravvedimento operoso, risulta sanata con effetti “ex tunc” dalla tardiva registrazione del contratto stesso, implicitamente ammessa dalla normativa tributaria, coerentemente con l’esigenza di contrastare l’evasione fiscale e, nel contempo, di mantenere stabili gli effetti negoziali voluti dalle parti, nonché con il superamento del tradizionale principio di non interferenza della normativa tributarla con gli effetti civilistici del contratto, progressivamente affermatosi a partire dal 1998.
Cass. civ. 06 settembre 2017 n. 20858